Anche quest’anno siamo saliti alla cappella di Sant’Anastasia costruita dai Benedettini nel 1050 e dal 1584 dedicata a Sant’Anna, nel comune di Sale San Giovanni. Abbiamo rispettato la consuetudine di frequentare la Santa Messa nella ricorrenza di Sant’Anna per ricordare i nostri familiari con le radici in questa Alta Langa.Un centinaio di ogni età ci siamo trovati lassù rinfrescati dal vento che non manca mai e dopo la messa, celebrata da don Corrado Avagnina, in buona parte ci siamo fermati per un gustoso apericena preparato e servito dai magnifici volontari della Pro Loco che ha posizionato le tavolate a “l’ascus”, riparo dal vento, a nord, a fianco della cappella di fronte a Mombarcaro.L’occasione conviviale ci ha portato a tanti ricordi ed a piacevoli incontri quest’anno con Riccardo del Boglio, due anni più giovane di me che ho lasciato sui banchi di scuola nel 1954 nella pluriclasse quando con la mia famiglia ci trasferimmo a Carcare, lui invece poi si trasferì a Torino per gli studi e là rimase e vive tuttora. Ieri sera tra le altre cose in un baleno abbiamo ricordato i nostri compagni di allora.L’incontro annuale con Ernesto, carissimo amico di famiglia, ora arzillo 93enne è rimasto l’unico testimone di momenti belli e brutti vissuti lassù da ragazzino. A inizio 1945 è stato testimone dell’eccidio da parte dei tedeschi di quanto ho già raccontato, apri link :https://www.facebook.com/share/p/1cJAYBV4qR/Inoltre dopo la guerra è stato tra i volenterosi che sotto la sapiente guida di “Licìn” Felice Rossotti indimenticato “maestro di muro” hanno partecipato al recupero e alla messa in sicurezza della cappella che era stata occupata ed ammalorata.Oltre ad aver rifatto il tetto e recuperato il pavimento hanno inserito due barre – chiavi di sicurezza per “legare” i muri portanti. Essendo le barre lunghe e non disponendo di carri o camion adatti per il trasporto, Ernesto con Natalin e Mario dei Baglioni si sono fatti imprestare il cavallo da Pinin e fungendo da asse posteriore hanno portato le lunghe barre di ferro da Ceva fino al Bricco di Sant’Anna dove continuano da ottant’anni a garantire la stabilità della antica cappella.