Prospero Mallarini un carcarese ritrovato

CARCARE

Mallarini Prospero, Antonio Felice Maria, parafrasando Manzoni: Chi è stato costui? Di questo Carneade non ci sono più segreti: è nato a Carcare il 21.3.1761 ed è deceduto a Roma il 14.9.1838.
Da oltre due secoli è caduto nell’oblio “in patria” alle sue radici, ora anche qui come in tutto il mondo è riconosciuto un abile ed affermato pittore oggi molto ben quotato che ha firmato le sue opere con il cognome d’arte dapprima Mallarino e poi Mallerini.
Il 26 settembre 2025 i Musei Vaticani hanno acquistato un suo dipinto realizzato con la tecnica “tromp l’œil” intitolato “Crocifisso” che riproduce la celebre scultura in avorio commissionata dal Principe Colonna all’artista Duquesnoy per donarla a Papa Urbano VIII Barberini e si presume andata perduta.

Altra interessante buona novella per Carcare: Prospero Mallarini è trisavolo di Papa Pacelli, Pio XII.
Ecco subito un breve riepilogo della discendenza del pittore ritrovato:
Prospero Mallerini ha sposato Eleonora De Rossi ed hanno generato cinque figli, due sono diventati sacerdoti, una figlia ha preso i voti monastici, una rimase nubile e la figlia Teresa ha sposato Ferdinando Scavalli Veccia; la loro figlia Giuseppa ha sposato Marcantonio Pacelli; il loro figlio Filippo Pacelli ha sposato Virginia Graziosi ed un loro figlio, Eugenio, 1876 – 1958 è stato eletto Papa PIO XII il 2 marzo 1939.

Mallerini era il cognome d’arte scelto, forse per distinguersi da un parente Giuseppe Mallarini già parroco di Carcare dal 1746 al 1752, monsignore e pittore, e da un altro parente Giuseppe o forse …, per un fatto che leggerete più avanti.

Una storia sorprendente che avevo intercettato cercando altro su Google nel 2021, ne parlai con Stefano Mallarini e ne scrissi su Facebook, link: https://www.facebook.com/share/p/1b3LsAYFds/

Ho accennato dell’illustre carcaese nel marzo 2025 negli incontri tenuti a Univalbormida che trattavano dei tanti personaggi carcaresi noti.
Avevo rinviato l’analisi dettagliata alla sessione corrente negli incontri che ho tenuto il 15 e 22 ottobre scorso con la collaborazione dell’amico Stefano Mallarini di Pallare, ricercatore appassionato e scrupoloso “topo di archivi”, compresi quelli notarili e vedremo perché.
Il casato dei Mallarini a Carcare era già stato citato nel 1400 con l’omonima borgata in Pallare Inferiore, quartiere del Comune di Carcare fino al periodo Napoleonico.
Il ceppo familiare dei Mallarini, che ha generato religiosi, medici, avvocati, amministratori ecc., nel tempo si è diramato nel territorio di Carcare e dintorni dove vivono molti discendenti e nelle mappe dei cognomi in rete, il cognome Mallarini è quasi totalmente presente in questa zona con alcune decine di nuclei familiari, molte sono le famiglie che pur non portando più quel cognome discendono da quel ceppo.

Carcaresi a Roma.
Nel 1623 da Roma venne a Carcare il Religioso Spagnolo Giuseppe Calasanzio fondatore delle Scuole Pie o dei poveri per inaugurare il primo collegio del suo ordine edificato fuori dallo Stato Pontificio ed affidato al suo Ordine: i Padri Scolopi.
Il collegio fu fatto costruire dai Fratelli Castellani, facoltosi e influenti Carcaresi nell’ambito del Vaticano, di costoro qui ho già scritto molto.
Questi benefattori costruito il Collegio con scuola gratuita per i piccoli di Carcare e dintorni ed istituirono una fondazione dotata di somme cospicue per dare la possibilità agli scolari più meritevoli di poter proseguire, spesati di tutto, gli studi a Roma presso il collegio Piceno fino alla laurea.
Il giovane Mallarini, scolaro diligente, con kl suo buon profitto si aggiudicò la borsa di studio.
Come già era successo per molte decine di Carcaresi anche Prospero partì giovanetto dal “Collegio delle Langhe” ed approdò a Roma presso il Collegio Piceno per proseguire gli studi fino alla laurea in giurisprudenza.
Il giovane carcarese nell’Urbe, influenzato dalla magnificenza delle grandi opere d’arte che aveva potuto ammirare, sentì di possedere il talento della pittura e confidando nel suo nome beneaugurante scelse di dedicarsi al suo sentimento artistico.
Prospero rinunciò ai benefici che si era aggiudicato per diventare avvocato, fu assecondato dalla sua famiglia che lo spesò per il mantenimento e poter frequentare affermati atelier di pittura capitolini.
Il giovane pittore impegnatosi raggiunse il successo a Roma e nello Stato Pontificio con l’apprezzamento di critici d’arte e autorevoli committenti.
Tra i primi estimatori del pittore vi fu la nobile famiglia Barberini che gli affidò presto la direzione artistica ed anche amministrativa della prestigiosa galleria omonima tuttora molto visitata.
L’importante incarico lo tenne molto legato a Roma dove ha dipinto anche le tante opere destinate a chiese e collezioni site in località dello Stato Pontificio ed oltre, come certificano le tele autografate a tergo con luogo e data di realizzazione.
Il nostro pittore vivendo tra le importanti opere nella galleria e in tutta Roma produsse anche molti dipinti con la tecnica illusionistica del “tromp l’œil” e molte riduzioni in miniature di grandi dipinti a volte utilizzate dagli incisori.
La interessante e prestigiosa produzione delle opere la si può trovare in rete, una parte l’abbiamo proiettata a Univalbormida “nel tour virtuale sulle opere del Mallerini”.
La storia è molto interessante e la fortuna mi ha aiutato, a fine agosto 2025 sono stato contattato da un appassionato d’arte e studioso delle opere del Mallerini, Mario Scaloni di Cannara, PG, che appena ha letto il post che avevo pubblicato nel 2021su Facebook mi ha contattato e gratificato con ulteriori informazioni sull’artista, mi ha inondato di documenti e pubblicazioni e continua ad aggiornarmi, siamo diventati amici e lo ringrazio di cuore.
La curiosità di Mario di Cannara, PG, dove si trova una delle prime opere del Mallerini ha stimolato le sue ricerche con approfondimenti sul pittore dopo averne letto in articoli pubblicati nel 1980 dalla docente di critica dell’arte presso l’università di Roma 3 Liliana Barroero.
A Cannara esiste nella chiesa di San Matteo la pala d’altare di una csppella la Vergine con il Bambino, Sant’Antonio da Padova e San Rocco dipinta a Roma nel 1797, firmata Prospero Mallerini.
Delle opere del Mallerini nelle università di Roma se ne parlava e una quindicina di anni fa una docente di un’altro ateneo romano, la professoressa Maria Mangiafesta ha voluto approfondire e conoscere le origini del pittore Mallerini, a volte citato “di Genova” o “ligure” altre volte “Romano”.
Ricordo che anagraficamente il cognome è sempre rimasto l’originale Mallarini come attestano le epigrafi e gli epitaffi pubblicati al momento del trapasso.
Inoltre forse non è mai ritornato a Carcare, chissà se esistono tracce epistolari, si stanno cercando, dobbiamo anche considerare il contesto storico.
La professoressa Maria Mangiafesta partì dai dati anagrafici, per le nascite fino a inizio 1800 gli unici riferimenti erano nei registri parrocchiali istituti dal Concilio di Trento per gli atti di battesimo e :dello stato delle anime conservati negli archivi parrocchiali.
Altri documenti d’archivio molto importanti sono gli atti notarili che riguardano solo chi aveva “roba” ed in questo caso esisteva “la roba”, seppure negata.
La formidabile memoria del ricercatore Stefano Mallarini ed un poco di fortuna ha soddisfatto le ricerche della professoressa ed ha svelato la curiosa storia di Prospero.
Andiamo per ordine, la prima richiesta di informazioni la professoressa l’aveva inoltrata alla parrocchia di Carcare, nel nostro caso “fortunatamente” era stato errato l’anno di nascita quindi non essendo stato trovato nei battesimi di quell’anno la risposta è stata negativa.
La professoressa Mangiafesta ha ritentato con il comune, anche lì non esistendo nulla la risposta sarebbe stata negativa … ma per caso l’archivista ha incontrato Stefano Mallarini, che si era recato nel suo ufficio per pratiche di servizio in quanto vigile e messo del comune di Pallare, gli ha chiesto se, lui esperto “topo d’archivio”, sapeva qualcosa di questo suo “omonimo”.
Sentito il nome Prospero a Stefano gli si è aperto un cassetto della memoria: una ventina di anni prima cercando presso l’archivio di Stato-Atti Notarili di Savona tracce delle proprietà del suo casato risalenti a secoli precedenti aveva trovato un testamento molto curioso.
Nel 1794 il possidente Ambrogio Mallarini padre di Prospero e di altri 5 figli per motivo di equità “diseredava” o meglio metteva fuori dalla divisione dei beni in essere il figlio Prospero che aveva già avuto più di quanto gli spettava essendo stato mantenuto per poter accedere alla professione scelta di pittore e che gli “è ben riiuscita”. Allegava la lista delle spese liquidate nel corso degli anni di formazione alla carriera artistica
Conveniamo che in questo caso un’insieme di disguidi ha permesso di conoscere e capire meglio queste vicende familiari, in loco taciute dai coevi, poi dimenticate e tornate alla luce dopo oltre 2 secoli.
Qui in ValBormida i discendenti diretti e dei parenti collaterali, Mallarini, ne ho contattati alcuni dei meno giovani, non hanno mai sentito parlare di Prospero e di quanto sopra.
I discendenti diretti “Romani”, Pacelli che hanno conosciuto le sue opere, uno di costoro, alcuni anni fa andò fino a Cannara a vedere la Pala restaurata, forse non si sono mai interessati delle origini dell’avo Prospero.
Chissà che dopo queste notizie il ceppo dei Mallarini diversificato in tanti cognomi non riannodi le radici fino al Lazio.
Questa è una provocazione per Stefano! Lui può riuscirci.
Grazie a chi ha letto, ci saranno aggiornamenti sul luogo dove è nato Prospero e molto altro. Alla prossima.