… i bachi da seta. di Luigi Bertino
Mù, bigàt, kukèt, filanda.
Gelso, baco da seta, bozzolo, filanda: quasi cinque secoli di una importante attività che coinvolgeva donne e bambini.
È stata una importante posta economica per le famiglie della Val Bormida e delle Langhe. Pubblico la foto del gelso plurisecolare di Carcare, cm.380 di circonferenza e la foto della filanda sul fiume di Carcare allora di proprietà della famiglia Ferrero.
Vi era inoltre la filanda costruita nel 18°secolo da Martini Serafino, di cui vi parlerò.
A Carcare in villa Adele risiedeva il Conte Zerbini marito della contessa Adele Borromeo, proprietario della filanda con tessitura di organzina di seta a Millesimo.
I carcaresi fin dal 1500 coltivavano i gelsi per l’allevamento dei bachi, hanno avuto per oltre due secoli una produzione aggiunta e straordinaria di bozzoli per la disponibilità di foglie raccolte dalle centinaia di gelsi plantumati nell’esteso fossato del castello distrutto.
I marchesi Spinola, poi i Pico quindii i Naselli Feo affittavano agli abitanti i gelsi per la raccolta delle foglie, alimento essenziale per l’allevamento dei bachi.
Dal 1883 tutta la zona del castello è stato venduto, in parte al comune che costruì la piazza, l’ospedale o ospizio, ora sede comunale e l’asilo, in parte fu destinato per la erezione della nuova chiesa parrocchiale e la terra di Pradonne, il “prato domini” fu venduto a privati.
In quegli anni nella zona i gelsi e poi i bachi da seta iniziavano a soffrire nuove patologie che hanno compromesso la qualità e quantità del prodotto filato, per questo a fine ottocento vennero chiuse le filande.
In questi due emblemi vedo due monumenti storici che ricordano un passato preindustriale che ha sfamato i nostri avi.

