di Luigi Bertino
Gas, questo prezioso combustibile.
Alessandro Volta nel 1776, quando non ‘strinava” ancora le rane morte che gli fecero inventare la pila, vide “l’acqua incendiarsi”. Non era un’allucinazione nè un miracolo: era ad Angera in riva al lago Maggiore e mentre bucava il terreno melmoso di un canneto vide sprigionarsi bolle incendiate ed esclamò “l’acqua prende fuoco”: aveva scoperto il gas metano.
Un altro italiano che con la scoperta del dimagnetismo del gas – sfuggita alle ricerche di Faradaj – ha contribuito all’utilizzo del prezioso combustibile è stato lo Scolopio Padre Michele Alberto Bancalari, di Chiavari, GE, già insegnante a Carcare dal 1837 al 1839 e dal 1846 cattedrattico di fisica all’Università di Genova.
Immagine: P. Michele Alberto Bancalari tratta da “Il Collegio di Carcare” di P. Damiano Casati ed. GRIFL
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https://www.treccani.it/enciclopedia/michele-alberto-bancalari_(Dizionario-Biografico)/
